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Nella meditazione, lasci la superficie per andare in profondità. Prendi coscienza di un livello dell’esistenza al di sotto e al di là dell’attività frenetica dei pensieri.“Nella meditazione, lasci la superficie per andare in profondità. Prendi coscienza di un livello dell’esistenza al di sotto e al di là dell’attività frenetica dei pensieri”, quello così ben descritto da Ulrich Ott in questa frase è qualcosa che in parte accade in maniera spontanea e naturale a ogni essere umano e in parte si può imparare a far accadere in precisi momenti, quando cioè ci serve di più per calmare il frenetico andare della mente.

Ci sono innumerevoli libri e pagine web sull’argomento, quello che qui ci interessa però è fornire qualche utile e pratico “trucco” per beneficiare semplicemente delle grandi virtù della meditazione.

Innanzitutto è indispensabile pianificare il momento in cui fare meditazione, individuare il momento; se non stabiliamo quando, dove e come molto difficile, per non dire quasi impossibile, riuscire a trovare in maniera regolare quella mezz’ora da dedicare alla meditazione che, per definizione, richiederà un tempo libero da impegni e un luogo tranquillo e privo di presenze o suoni disturbanti.

Assumete una posizione comoda e assicurarsi che la temperatura dell’ambiente sia giusta, troppo caldo o troppo freddo non aiutano, non imponetevi strenue posizioni yoga se non siete praticanti, non rifiutate l’aiuto di una parete o di una sedia se ne avete bisogno. La meditazione è un piacere, non una sofferenza!

Se volete avere un sottofondo musicale, scegliete la musica adatta e non eccedete con il volume; la musica è pur sempre qualcosa di esterno e se è troppo invadente o ritmata rischia di diventare essa stessa il pensiero che vogliamo allontanare dalla mente meditando.

Concentratevi sul respiro e sulle narici, sentite l’aria che entra e l’aria che esce e riportate l’attenzione alle narici ogni volta che vi sembra che i pensieri e la mente si stiano prendendo troppo spazio; la respirazione deve essere profonda e addominale. Mentre respirare focalizzate l’attenzione sul diaframma, oppure immaginate di avere un palloncino nella pancia, inspirando lo gonfiate ed espirando lo sgonfiate. Qualcuno consiglia di contare 100 respiri, oppure di usare un timer per 5/10 minuti in modo da non dover fare altro che respirare senza pensare.

Restate fermi in posizione, con la schiena dritta e ignorate doloretti, prurito e simili, sono gli espedienti della mente per riprendere il controllo; se riuscite a resistere, vedrete che piano piano spariscono e il corpo si adegua alla nuova posizione, l’ossigenazione che consegue al respiro farà il resto decontraendo i muscoli.

Sii graduale! Non è pensabile che meditare sia facile da subito, inizia piano piano, pochi minuti alla volta ma cerca di essere costante. Gli esperti di neuroscienze dicono che occorre un ciclo di tre settimane affinché un comportamento nuovo diventi un’abitudine; se vuoi che la meditazione rientri nella tua routine di benessere quotidiano all’inizio dovrai fare uno sforzo di perseveranza, i risultati però ti ripagheranno al 100% dell’impegno profuso.

Buona meditazione a tutti!

 

 

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